Ha ricevuto da qualche giorno il Premio Cronin per la narrativa medica, per il romanzo “Vivo! Ero di nuovo vivo!”. E’ Santo Gioffrè, ginecologo calabrese, già Direttore generale dell’ASP di Reggio Calabria, da marzo a settembre del 2015, il primo a denunciare le anomalie gestionali dell’azienda sanitaria reggina. 

“L’attuale situazione calabra – dice Gioffrè – non sorprende, era già annunciata da tempo e sotto gli occhi di tutti. Tutti sapevano. Durante il mio semestre, come direttore generale, mi accorsi subito della presenza di opacità nelle transazioni, molte delle quali false, e nella gestione contabile, ma le grandi rapine erano state già fatte. Tenga conto – prosegue Gioffrè – che mi trovai senza un bilancio ufficiale e che l’ultimo che avevo tra le mani era quello di tre anni prima, del 2012.
Da allora ad oggi, l’ASP di Reggio Calabria è stata di fatto senza bilancio. Comunque – prosegue Gioffrè – indagando più a fondo nel tentativo di dare un ordine ai registri contabili, bloccai diversi mandati di pagamento e mi accorsi del gioco milionario delle doppie fatturazioni. Insomma, una voragine. Avvisai la Procura – ricorda Gioffrè – e la giustizia anni dopo ha fatto il suo corso, ma la situazione non è stata risolta. L’ASP, oggi, vanta un debito di circa 980 milioni di euro. Non penso che la soluzione del problema possa essere solo repressiva, la prima forma di contrasto deve arrivare dalla politica.
Con amarezza – aggiunge Gioffrè – devo constatare che se l’ASP di Reggio Calabria è stata un’ASP “bancomat”, lo è anche l’intera Calabria un “bancomat”, per diverse regioni (ndr – per un approfondimento: https://www.quotidianosanita.it/calabria/articolo.php?articolo_id=70905)  
Il mancato risanamento della sanità calabrese finanzia, di fatto, i sistemi regionali delle altre regioni in particolare del settentrione con un esborso pari a circa 320 milioni di euro annui, che vanno soprattutto ai Servizi Sanitari Regionali di Lombardia ed Emilia-Romagna. Non a caso una nota compagnia ha inaugurato negli anni scorsi, diverse rotte, che collegavano Lamezia alle città de Nord Italia, proprio per sostenere i viaggi della speranza dei cittadini calabresi. 

Oggi – conclude Gioffrè – non basta pianificare i debiti, è necessario riscostruire l’intera catena delle responsabilità con rigore e, insieme, ripristinare l’intero sistema contabile non solo dell’ASP di Reggio Calabria – in cui il mio tentativo di mettere ordine è stato “premiato” con un pronto allontanamento dal mio incarico – ma dell’intera sanità calabrese, anche attraverso una revisione profonda del modello organizzativo, ed evitando che le responsabilità, che oggi sono emerse, restino impunite e tutto passi in cavalleria”. 

Intervista a cura della redazione